EX DUCERE o IN DUCERE
Riflessione: l’obsoleta sinonimia (o interpretazione) di “EX DUCERE” rispetto all’educazione canina.
Forse purtroppo, i tempi di Socrate e Platone sono talmente lontani e diversi dalla nostra Epoca, che evocare e prendere ad esempio le loro idee e trasportale addirittura nel “Meraviglioso mondo della cinofilia moderna”, mi fa pensare a qualcosa di insensato ed utopico.
Già nell’Antica Grecia, erano comunque una minoranza di pochi adolescenti eletti, quelli a cui veniva riservata la possibilità di poter esprimere i propri talenti, educendoli attraverso la frequentazione di ambienti e maestri, delle Arti e delle Filosofie.
Ai nostri giorni, questo paradigma viene a volte applicato (in un ambito che rimane comunque di nicchia), rispetto alle doti naturali selezionate in alcune razze, per tirare fuori il loro potenziale dalla giovanissima età.
Ma parlando della maggioranza dei cani che sono di famiglia, essi debbono soprattutto imparare ad adattarsi ad un contesto sociale umano, pieno di regole e di stimolazioni innaturali.
E’ fuori discussione, che alla base bisogna mettere il Rapporto, da creare tra il cane e l’umano, attraverso anche, l’ascolto dei bisogni del soggetto da educare.
Non bisogna però tralasciare, assolutamente, gli insegnamenti che gli permetteranno di affrontare in modo divergente, le situazioni paradossali che incontrerà, riguardo alla sua natura filogenetica di specie.
Introdurre conoscenza, attraverso l’istruzione, rimane l’unica “base sicura”, su cui poggiare il peso che grava sul nostro cane, quando deve affrontare un imprevisto, senza che questo diventi per forza causa di stress.
Loviselli Damiano
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